la piccola Quasi in tutto il suo *ahem* splendore

Intanto, intendiamoci: Quasi E' UN CANE. NON è un maiale, NON è un cinghiale, nè una iena, un diavolo della tazmania,
un cammello, una cavalletta, un topo o altro. E' UN CANE. I commenti "sembra proprio un...", che sono un classico
quando andiamo in giro con lei, li fanno solo gli adulti: i bambini piccoli quando la vedono dicono immediatamente "bello
cane" (mostrando di saperne molto più della maggior parte dei “grandi”, a quanto pare).

Ci avevano detto che Quasi era vissuta in una gabbia per galline, alta e stretta: in realtà abbiamo scoperto (con grande
felcità – si fa per dire) che Quasi è nata così: con una grave malformazione genetica rarissima, studiata nel secolo scorso
in un gruppo di cani del sudafrica, ecco qui infatti un antenato di Quasi (grazie all’amica Elena che ci ha scansionato un vecchio libro di genetica animale):



La sindrome è detta “del cane babbuino a spina corta”, per il tipico modo in cui questi cani si siedono… ovvero questo:

E infatti, ecco Quasi che guarda la TV:

Il risultato della sindrome è che ha una scoliosi gravissima (con DUE gobbe), il bacino storto, le zampe davanti più corte di quelle dietro, e quella posteriore destra più corta della sinistra. Le sue vertebre cervicali sono fuse, e quindi non può muovere il collo in nessuna direzione. Non ha la coda, o meglio, si tratta di un piccolissimo ricciolo osseo “incastrato” nel bacino, e anche i piedi piatti. Insomma: non si fa
Quasi è stata abbandonata e messa in strada, dove si era insediata in un paesino della Campania, e dove qualche volontaria le dava da mangiare (il suo nome era Angelica), nonostante fosse oggetto di ogni tipo di vessazione dalla gente del posto. Quasi viveva in strada, probabilmente tra un calcio e una sassata.
Un giorno una bravissima persona del paese disse che l'aspetto della povera creatura le faceva senso, e urlando "mostro, mostro!" chiamò qualche altro simpaticone che caricò Angelica in macchina e la scaricò lontano da quell'unico posto che conosceva. Il risultato è che le volontarie la cercarono per più di un mese, finchè una signora, vedendo i cartelli in strada, chiamò una di loro dicendo che c'era un cinghiale che piangeva come un cane ed usciva solo di notte e piangeva, piangeva... le volontarie corsero a prendere Angelica, e ritrovarono uno scheletrino in fin di vita: non è di certo un cane in grado di procurarsi il cibo da sola.
La portarono in un rifugio (un posto molto bello) dove una meravigliosa donna, Adele, si è occupata di lei e degli altri 60 cani che vivevano con lei. Mena, un'altra volontaria, si è occupata di pubblicare le sue foto su Facebook, eccola qui come l'abbiamo vista nell'annuncio (che girava da mesi e mesi):

Abbiamo visto questa creatura e ce la siamo andati a prendere, anzi, ce l'hanno portata a metà strada, ecco il momento della "consegna":



Il nome Angelica non ci piaceva affatto, così l'abbiamo cambiato. Prima di incontrarla, la volevamo chiamare Pisa, pensando che era un pò storta come la torre, e poi perchè è una città che la sua mamma ha tanto amato, ma quando l'abbiamo conosciuta ci siamo detti che non era storta, era solo gobba, così l'abbiamo chiamata Quasi come Quasimodo, il gobbo di Notre Dame.
Come nome le sta anche bene, visti i commenti della gente: sembra QUASI un...

Ora Quasi vive con la mamma ed il papà e gli altri amici pelosi della casa. Inizialmente ha vissuto per un po’ in una pensione vicino alla mamma (che ha smesso di fumare per toglierla dal canile e pagare la pensione vicino a lei): lì è stata “riabilitata” ed ha ripreso fiducia nelle persone. Inizialmente infatti aveva paura del guinzaglio, dei bastoni, delle mani (per ovvi motivi), dei movimenti bruschi: se si alzava la voce o si muoveva una mano aperta vicino a lei, Quasi si buttava per terra e chiudeva gli occhi, come a dire tanto non posso scappare. Era veramente una scena da strappare il cuore.

In pochi mesi però, Quasi è passata da questo…

…a questo! Quasi felice gioca con un bastoncino tra le margherite a distanza di tre mesi dall’adozione

Se vi è venuto da piangere, vi capiamo: quando abbiamo letto la sua storia è quello che abbiamo fatto anche noi. Non la voleva nessuno, così, come è nostro solito, l'abbiamo accolta nella nostra famiglia di "mostriciattoli", perchè tutti hanno bisogno d'amore e tutti possono dare qualcosa.
La nostra è una famiglia speciale, ma non per la presenza di Mongo e di Quasi (che comunque sicuramente danno al nostro nucleo familiare un tocco di "quel non so che" di assurdo che ci piace), ma perchè noi ci vogliamo tutti bene, così come siamo. Siamo convinti che Mongo e Quasi siano così belli dentro, che basti conoscerli per accorgersi che sono bellissimi anche fuori.

Il Progetto Quasi è nato inizialmente per pagare i due interventi chirurgici che Quasi ha dovuto subire a causa di una lussazione congenita della rotula: abbiamo venduto delle magliette e delle spille, ed ha funzionato. L’idea quindi è stata:

se ha funzionato per lei, può funzionare anche per gli altri… e la nostra avventura è nata così.

Quasi è un essere meraviglioso: ha mantenuto un carattere docile e fiducioso nonostante tutto quello che le hanno fatto. va d'accordo con tutti, cani e persone, ma ha paura degli uomini con i capelli bianchi vestiti di beige (non vogliamo immaginarcene il motivo, ma crediamo di saperlo purtroppo), ai quali ringhia.
Va pazza per i lacci delle scarpe, che morde in continuazione mentre camminiamo. E' un cane GRATO alla vita, felice per qualsiasi cosa, gioca con un filo d'erba, una foglia, un bastoncino, un pezzo di carta. Sembra incredibile ma fa tutto quello che deve fare, cammina, sale e scende le scale, si china per annusare, corre perfino. Fa tutto a modo suo, ma lo fa. è un altro piccolo miracolo della natura: proprio come Mongo. Siamo sicuri che anche voi la amerete, così come noi l'abbiamo amata ancor prima di conoscerla.


 

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